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L’edificio teatrale

Il teatro romano di Trieste

L’aspetto dell’edificio del teatro romano è differente da quello del teatro greco; ad esempio in Grecia si usava costruire il teatro appoggiato ad una collina, mentre gli edifici latini sorgevano in pianura. Il teatro a Roma è costruito anche in città, le facciate sono decorate, il teatro è rialzato e sono presenti anche delle semicolonne. Venivano costruite alte mura per collegare la scena monumentale con le gradinate dove sedevano gli spettatori, e di fronte alle scena monumentale si costruiva il palcoscenico, chiamato pulpitum, che era rialzato rispetto agli spettatori. Tutta la struttura si può suddividere in tre zone: l’orchestra dove sedevano i senatori, il palco e la cavea, cioè le gradinate. Nelle gradinate gli spettatori si sedevano secondo una gerarchia: nella zona più vicina all’ orchestra sedevano i cavalieri, in mezzo i militari e alla fine le donne e i ceti meno abbienti.

Dai Romani viene utilizzato anche il sipario, un tessuto, che serviva a chiudere la scena alla fine dell’opera o di una parte di questa. Alle spalle della scena si potevano trovare i camerini, o spogliatoi degli attori, il muro anteriore dei quali fondava il fondale fisso. Da entrambi i lati il palcoscenico era racchiuso dalle ali sporgenti dei camerini. Nel muro anteriore di questo edificio si aprivano tre vani di porta, i cui battenti erano solitamente chiusi; alle due estremità del palcoscenico un passaggio aperto, o entrata laterale, conduceva nell’ala sporgente (Vitruvio la chiama versura) dell’edificio.

Gli attori avevano così a disposizione cinque vie di comunicazione tra il palcoscenico e gli spogliatoi: le tre porte nel fondale e i due ingressi laterali.

L’elemento essenziale fin dai tempi più antichi fu il palcoscenico di legno; Plauto lo chiama scaena o proscaenium.

Il proscenium, l’ attuale proscenio, era la parte del palco più vicina al pubblico e spesso raffigurava una piazza dove gli attori si incontravano e scambiavano battute; vi era la scenae frons, cioè il fondale dipinto, i periaktoi cioè dei prismi triangolari con i tre lati dipinti (per il variare delle scene: un lato tragico, uno comico e uno satiresco), e infine l’auleum, un telo come il nostro sipario attuale che serviva per i cambi di scenografia o per la chiusura di una rappresentazione.

L’unico oggetto costantemente in vista sul palcoscenico era l’altare.

Ste & Ste (cioé Stefano Corda e Stefania Sanna)

Ed ora un’interessante video. Pazienza se è in spagnolo… Come sentirete, è abbastanza comprensibile!!! E poi dura solo 10 minuti.

Parla della ricostruzione del teatro greco di Cartagena (Carthago Nova, in Spagna).

Buona visione.

 

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