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Terenzio

Terenzio

Publio Terenzio Afro nacque a Cartagine in Africa tra il 190 e il 185 a.C, venne condotto a Roma come schiavo da un senatore romano chiamato Terenzio Lucano, dal quale prese il nome gentilizio quando venne affrancato. Il cognomen Afro deriverebbe dalle sue origini cartaginesi.

La biografia del poeta ci giunge direttamente dalle parole di Svetonio, che continua dicendo che Terenzio entrò a far parte del Circolo degli Scipioni, dove strinse una salda amicizia con Lucio Emilio Paolo, Scipione Emiliano e Gaio Lelio. Questa amicizia portò a Terenzio alcune difficoltà legate a critiche che non di rado gli venivano mosse, come lo stesso Terenzio attesta in alcuni dei suoi prologhi.

Terenzio

Il poeta parla di un certo Luscio Lanuvinio, il quale, tra l’altro, lo accusa di essere il prestanome dei suoi potenti amici. Questo non pare probabile, anche considerando la giovanissima età che avevano alcuni dei suoi amici del circolo ( non avrebbero potuto esprimere delle idee sull’ humanitas cosi elaborate). Tuttavia nei suoi prologhi, Terenzio non sembra difendersi con particolare ardore da questa accusa infamante. Al contrario lui stesso dice di reputarla una lode, poiché non potrebbe che essere un bene il fatto che persone cosi influenti e amate abbiano scelto proprio lui per attribuirgli le loro opere.

Terenzio ricevette numerose critiche per i suoi lavori, alle quali rispose sempre con i prologhi delle sue commedie (v. prologhi).

Il poeta scrisse 6 opere, tutt’ora intere. In ordine cronologico sono :

  • L’ Andria, che fu accolta dal publico abbastanza favorevolmente.
  • L’ Hecyra, che venne rappresentata per ben 3 volte, a causa del pubblico che, evidentemente non interessato, aveva abbandonato il teatro per andare a vedere uno spettacolo di funamboli durante la prima rappresentazione e uno di gladiatori durante la seconda.
  • L’ Heautontimorumenos
  • L’ Eunuchus e il Phormio le due commedie plautine
  • Gli Adelphoe

Poco dopo la messa in scena dell’ Hecyra per la terza, e questa volta fortunata, volta, Terenzio intraprende un viaggio in Grecia dal quale non farà più ritorno. Ci sono diverse ipotesi che motivano il viaggio: per pura curiosità o a causa di alcune critiche.

Le cause della morte non sono ancora chiare ma ci sono molte ipotesi: malattia, naufragio, dolore per la perdita delle traduzioni di alcune opere di Menandro appena tradotte.

Le commedie di Terenzio che trattavano di argomenti profondamente umani e che volevano cercar di comprendere la psicologia dell’ uomo, non vennero apprezzate immediatamente dal pubblico, ma solo dopo qualche anno si scoprì il prezioso lavoro di scoperta e analisi attuati da Terenzio.

Giulia Barbieri

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